Gli esami di primo livello per i soggetti di bassa statura

Gli esami di primo livello per i soggetti di bassa statura valutano parametri infiammatori e importanti funzionalità organiche

Quando la bassa statura è accompagnata da un rallentamento della velocità di crescita è opportuno eseguire esami di primo livello e una radiografia del polso per età ossea.

Vediamo, allora, nello specifico, quali sono gli esami di primo livello per i soggetti di bassa statura.

Gli esami di primo livello per i soggetti di bassa statura valutano processi infiammatori, infezioni, funzionalità organica, malattie endocrine, malassorbimento intestinale

Ecco, nel dettaglio, che cosa comprendono:

1)l’esame emocromocitometrico con formula leucocitaria per valutare eventuale anemia e immunodeficienze;

2)indici d'infiammazione (quindi la VES e la proteina C reattiva) per verificare se fossero in corso infezioni acute e croniche(malattie croniche intestinali);

3)creatinina ed elettroliti plasmatici (se ci fosse sospetto di malattie dei reni);

4)parametri di funzionalità epatica;

5)indici di funzionalità tiroidea;

6)equilibrio acido-base, calcio, fosforo e fosfatasi alcalina (nel sospetto di rachitismo ipofosforemico o pseudoipoparatiroidismo);

7)esame coproparassitologico (per cercare infezioni intestinali e parassitosi);

8)anticorpi anti-transglutaminasi e anti-endomisio (nel sospetto di celiachia).

Agli esami di primo livello per i soggetti di bassa statura va abbinata la variabile dell'età ossea

L’età ossea è una variabile molto importante nella valutazione della crescita del bambino. Viene calcolata confrontando la radiografia del polso e mano sinistra con un Atlante di riferimento (Greulich e Pyle). Esprime lo stato di maturazione delle ossa, che può corrispondere all’età anagrafica, ma può anche essere avanzata o ritardata.

Solitamente un'età ossea ritardata è un dato favorevole al raggiungimento di una statura finale normale ed è presente più frequentemente nel ritardo costituzionale di crescita pur potendosi riscontrare anche nel bambino con deficit di ormone della crescita (GH).

 

Autore: Dott. Nicola Corciulo 

Dirigente di 1° livello presso il Presidio Ospedaliero di Gallipoli reparto di Pediatria 

 

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